L'ignoranza di Legambiente (e delle sue cartucce)

Ecco che tornano i simpaticoni ignorantoni di Legambiente, quelli che con le loro cartucce dei negozi Ecostore mi hanno rovinato la stampante-fax Brother degli Oasis, e che mi hanno fregato per anni con prezzi sballati e fregature di finte promozioni, esistenti solo nella loro fantasia.
Meglio "SOS cartucce":

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L'IGNORANZA DI LEGAMBIENTE
di Paolo Togni www.tempi.it

L'infausta ricorrenza del referendum sul nucleare ha spinto singoli ed organizzazioni ad affrontare l'argomento. Abbiamo sentito valutazioni divergenti su quel passaggio, che di fatto ha sganciato l'Italia dal treno europeo, nel quale la Francia produce da nucleare il 78 per cento dell'energia che consuma, la Lituania il 72, la Slovacchia il 57, la Germania il 32, la Spagna il 20, la Gran Bretagna il 18 e così via, contro lo zero netto dell'Italia. L'industria del nucleare, da parte sua, tira in modo significativo a livello mondiale, se esistono oggi 32 reattori in costruzione, 94 in progetto e 223 in opzione. Oltre ai 439 in esercizio. Nessun altro paese del mondo, Italia a parte, è uscito dal nucleare: la Germania, che aveva annunziato l'intenzione per "pagare" i Verdi, cessata l'esigenza di averli in maggioranza, senza proclami, sta tornando indietro. Il Parlamento europeo ha inserito il nucleare tra le fonti energetiche essenziali allo sviluppo, per l'impatto ambientale zero degli impianti.
Non poteva mancare, nel coro sgangherato di quanti sono soddisfatti per i danni inflitti al paese col referendum, Legambiente. Questa organizzazione, che mira ad avere un ruolo istituzionale, ha però connotati paleoambientalisti, che vengono fuori appena sia sospesa la sua attività principale, consistente nell'accumulare risorse economiche: di fronte a un contributo sostanzioso, Legambiente è disposta e disponibile a firmare accordi e protocolli con chiunque; anche, potrei sbagliarmi ma sono convinto di no, col peggiore inquinatore. Bene, Legambiente ha pubblicato il 6 novembre un libercolo intitolato I problemi irrisolti del nucleare a vent'anni dal referendum. Si tratta di una rimasticatura di considerazioni sbagliate e di notizie non corrette, buttata giù da qualcuno che certo non è un esperto della materia, o che fa finta, riuscendoci, di non esserlo.
Questo fatto emerge dalle due sole considerazioni. Gli estensori fanno confusione confondendo tra nucleare civile e militare, che invece sono attività diverse e non comunicanti. Inoltre prendono un grosso granchio terminologico, tale da levare valore alle considerazioni sulla sicurezza: confondono i termini inglesi "incident" e "accident". Il primo indica un qualsiasi malfunzionamento, mentre il secondo indica un vero e proprio incidente: è evidente che, attribuendo ai due termini lo stesso significato, il numero di "incidenti" nucleari (che tali non sono) lievita di molto. L'opuscolo di Legambiente è un chiaro esempio di quanto sia poco solida e strumentale la propaganda veteroambientalista.